Ops… Mi sono laureato nella Facoltà sbagliata!

Hai 22, 23 o 25 anni. Finalmente, dopo sforzi, sudore, lacrime e sangue hai conquistato quel tanto agognato diploma di laurea. Dovresti sentirti euforico, e per qualche decina di minuti dopo la proclamazione hai provato una forma di piacere pari a quella dello sciatore che finalmente si libera degli scarponi stretti!, ma dopo poco la dura e atroce realtà ti assale: HAI IN MANO UNA LAUREA DI QUALCOSA CHE NON VOLEVI FARE DAVVERO!

Non a tutti questa cocente scoperta capita di farla subito dopo la Laurea. C’è chi se ne accorge ben prima (io, per esempio, me ne sono accorta al primo anno di università), c’è chi se ne accorge dopo qualche anno di professione, chi – caso tipico i poveri praticanti avvocati, commercialisti e altre professioni che “tirocinano” sottopagati per anni! – durante i lunghi penosi anni in cui sono tenuti a fare la fame mentre cercano di dimostrare al mondo che, nonostante la laurea, sanno fare anche qualcosa di concreto!

Quale che sia il -tristissimo- momento della scoperta, la situazione che si viene a creare dopo è a dir poco lancinante. 
Ti accorgi di aver studiato, di aver investito anni – o di dover investirne altri perchè non vedi proprio come potresti fare ormai a cambiare strada – in qualcosa che non ti interessava davvero. 

Magari l’hai fatto perchè eri distratto e non sapevi bene cosa fare, ti sei limitato a scegliere sull’onda del “cosa fanno gli altri” o del “ma qui almeno guadagni” o del “qui di matematica neanche un mezzo corso!“. 

Oppure ti sei ritrovato a scoprire tuo malgrado che quello che speravi ci sarebbe stato in quella Laurea o in quella professione non era neanche lontanamente simile a quello che ti sei trovato nella realtà. 

Fatto sta che ora ti senti in trappola: indietro sai di non poterci tornare, se non a costo di sforzi indescrivibili quando non di vergognosi insulti sull’onda del “te l’avevo detto” o del “ma sei scemo?” da parte di parenti e (cosiddetti) amici. Ma andare avanti sembra impossibile: frustrazione, noia, senso di insoddisfazione, delusione e stress possono arrivare a vette tali da farti diventare uno zombie della peggior specie. 

La maggior parte delle persone ti dice che “è normale, è così che va la vita. Si diventa grandi, bisogna portare a casa la pagnotta e smettere di pensare ai sogni“. Tu pieghi la testa, cerchi di farti andare bene il tutto ancora per un pò ma è così dura che a volte vorresti solo scappare e far sparire ogni tua traccia. 

Qualcuno fa proprio così… ad un certo punto si carica lo zaino in spalla e si da alla macchia. C’è chi si prende un anno sabbatico, qualcuno – raramente – si prende una “vita sabbatica”, ma la verità è che la maggior parte delle persone ha più zavorre che forza di ali e finisce per marcire nella sua situazione facendo la fine della rana bollita: provi un pò di disagio, tamponi con qualche esperienza diversiva, riprovi un pò di disagio, tappi il fastidio con qualche altro svago e avanti così fino a quando i vincoli che avevi sono diventati assolutamente più forti di te. 

Già, perchè se all’inizio durante l’Università o subito dopo hai al massimo da scegliere di abbandonare qualche anno di studio e qualche migliaia di euro spesi, se lasci lo zampino troppo a lungo dove non vorresti, ti ritrovi ad avere anche un mutuo da pagare, magari una famiglia da mantenere, delle responsabilità a cui a quel punto non riuscirai più a sottrarti!

Lo so, sembra una situazione orrenda, ma la verità è che di questo si tratta: vivere una vita lavorativa che ti disgusta è il modo migliore per rovinarsi TUTTA la vita. 

Questa non è l’alternativa…

Allora l’alternativa qual è? Forse quella di ascoltare quelle poche voci che ti pompano e ti dicono di lanciarti, che il cuore va seguito e che tu meriti di essere felice? 

Ognuno di noi ha il diritto e, ancor più, il DOVERE di essere felice, su questo non c’è dubbio. Ma non per questo la soluzione di bruciare tutto, lanciarti nel vuoto, alla cieca, per realizzare una qualche improbabile passione alternativa, è sempre la cosa migliore. 

Te lo dice una che queste cose le ha fatte tutte. Dall’anno sabbatico, al chiudere a chiave la laurea di ingegneria nel cestino per anni, al riprendere a fare l’ingegnere per vil denaro – con relativa frustrazione e somatizzazioni di ogni genere e tipo -, al passare anni sul web cercando un modo per vivere delle mie passioni, al fare ogni tipo di corso ed esperienza possibile ed immaginabile nel disperato tentativo di rispondere a quella domanda tormentosa: “ok, ma se non questo, cos’altro diavolo vorrei fare nella mia vita?”

Bene, la buona notizia è che una soluzione a tutto questo c’è. Una soluzione che non richiede nè strappi e fughe drastiche, nè compromessi che ti tolgono la salute. 

La cattiva notizia è che non esiste quasi nessuno in giro che ti dica come fare. Soprattutto perchè questo “COME FARE” non è standardizzabile, non esiste un sistema buono per tutti. Bisogna fare i conti con il singolo e con la sua situazione. 

Nelle mie sedute di coaching arriviamo sempre molto rapidamente a risolvere la cosiddetta “crisi di autogoverno” in cui le persone si trovano e piuttosto rapidamente riusciamo a definire qual è la strada migliore per costruire un percorso professionale soddisfacente e realizzante senza buttare via il bambino e la culla insieme. 

Quindi, se anche tu stai pensando o sei convinto di esserti laureato nella Facoltà sbagliata, non disperare! La soluzione esiste, molto meno drastica di quanto tu pensi e soprattutto molto più soddisfacente. 

 

PS: Giusto perchè così lo sai e non mi scrivi inutilmente. Per questioni di tempo seguo in coaching individuale pochissime persone, solo seriamente motivate a prendere in mano la propria vita. Se vuoi provare a sapere la disponibilità scrivimi una mail con un breve riassunto della tua situazione a info@ericazuanon.com
Entro 48 ore riceverai la risposta con indicazione di prima disponibilità per seduta di valutazione introduttiva: ci sentiamo, capiamo le tue intenzioni e se ci sono gli estremi, insieme decidiamo di collaborare per ri-scrivere la tua nuova vita.

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