Quando proprio non sai cosa vuoi fare

Io ADORO la formazione e la crescita personale. Sono innamorata follemente di tutto quello che ispira l’essere umano ad essere migliore, più aderente alla sua vera natura, più espresso e pienamente realizzato. 

donna pesceC’era un solo momento in cui però, il mio grande amore subiva una pesante battuta d’arresto: quando si trattava di passare all’applicazione pratica di quello che avevo imparato. 

Non che fosse un problema rimboccarmi le maniche e mettermi al lavoro, ma era davvero un grosso problema capire IN CHE DIREZIONE volevo andare nel mettere in pratica quello che avevo imparato!

La situazione a quel punto si presentava davvero complicata: da una parte avevo nuovi e potenti strumenti in mano, dall’altra però temevo di applicarli a quello che stavo concretamente facendo – l’ingegnere – perchè io NON VOLEVO fare l’ingegnere e, peggio che peggio, NON SAPEVO CHE COSA VOLEVO FARE D’ALTRO!

Non sapere cosa vuoi fare della tua vita non è uno scherzo. E’ doloroso essere senza direzione. E’ doloroso anche avere una direzione incerta, una che hai preso così, quasi “tirando a caso” fra una lista di soluzioni precompilate dalla società: ingegnere, geometra, ragioniere, avvocato, commercialista, informatico e via dicendo. 

Ci sono tantissimi libri e corsi in giro che dicono che per vincere e avere successo devi ottenere ciò che vuoi e quindi ti dicono cosa dovresti fare per diventare un vincente.

Ma se uno non sa cosa vuole ? Come fa a diventare un vincente, a raggiungere ciò che vuole se NON SA COSA VUOLE?

Per anni ho vissuto senza riuscire a capire che cosa diavolo io volessi fare.

Mal comune…zero gaudio.

Ancora oggi, ad ogni nuova persona che seguo nelle sedute individuali e ad ogni nuova storia che sento nei corsi di gruppo, mi chiedo come sia possibile che tutti cresciamo con due così grosse fette di salame sugli occhi: quando chiedo “Perchè hai scelto questa tal scuola/specializzazione”, le persone rispondono con una di queste tristissime alternative: 

  • “perchè il mio migliore amico ha fatto quella e io non sapevo cos’altro scegliere”,
  • “per continuare il lavoro di mio padre”,
  • “perché così trovavo un posto sicuro”,
  • “perchè mia mamma voleva un avvocato in famiglia e io tanto non sapevo cosa fare”
  • “perchè i miei hanno l’attività aperta e qualcuno in famiglia la deve pur portare avanti”
  • “perchè questa è la prima cosa che mi è venuta in mente”
  • perchè questa era la cosa che mi faceva meno schifo studiare a scuola”
  • “perchè ero bravo in matematica e quindi era logico che scegliessi una scuola scientifica”

E quando ribatto “Ma TU, TU cosa avresti voluto fare? Di cosa ti piacerebbe occuparti veramente?”, lì arriva il vuoto. 

Mi guardano con uno sguardo allibito, quasi neanche avessero pensato che ci poteva essere un’alternativa. 

Perciò ho concluso che, insieme alle nozioni di storia e geografia, ci forniscano anche di pesanti fette di salame che accuratamente caliamo sugli occhi ogni qual volta ci troviamo a dover fare una scelta scolastica / lavorativa (chiaro che parlo di chi sceglie e fa cose che non ama. Chi non ha questo problema evidentemente sa che il salame va mangiato…)

Ragioniamoci un attimo: c’è un numero limitato di facoltà e indirizzi di studio possibili. Diciamo 100 per fare conto tondo. 
Ci sono svariati miliardi di persone al mondo e NON esiste NESSUNO UGUALE AD UN ALTRO. Neanche i gemelli sono fra di loro uguali. 
Come si può mai credere che sia possibile che miliardi di persone siano raggruppabili in un centinaio di insiemi e basta? 
E’ impossibile. A meno che non ci sia una forma di errore di fondo, o un assunto sbagliato. 

In effetti, questo errore di fondo c’è, ma è troppo scomodo da svelare. 

La “favola dell’orso”

La maggior parte di noi protesta contro la crisi, ma non c’è momento migliore per scovare errori e sistemi inefficaci quanto i momenti di crisi. 

Rivoluzione industriale | Cambiare Lavoro FacileSai quand’è stato che si è cominciato a pensare di raggruppare tutte le persone in modo uguale e indifferenziato? 

All’epoca della rivoluzione industriale: serviva forza lavoro preferibilmente poco pensante e molto obbediente. 
Intendiamoci, non sto facendo considerazioni sociopolitiche di nessun tipo. Per decenni questo equilibrio è stato vantaggioso per entrambe le parti: chi aveva i soldi e la mentalità imprenditoriale e voleva continuare a farne sempre di più aveva beneficio dall’avere tante persone che, arrivando dal niente delle campagne, trovavano già quasi miracoloso avere un pasto caldo da mettere in tavola ogni giorno a prescindere dalle stagioni!

L’essere umano poi è estremamente bravo ad adattarsi e, con il tempo e le generazioni, la sicurezza del pasto è diventata un fattore desiderabile anche per chi non veniva da situazioni di povertà estrema come quella dei primi contadini alle soglie dell’ottocento: il posto sicuro, la previdenza, la pensione, le ferie, l’avere un padre-padrone che si prende più o meno burberamente cura di te, è diventato un beneficio comunque interessante per moltissimi. 

Il prezzo da pagare non sembrava allora così caro: scambiare la propria unicità, le proprie propensioni e preferenze per una serena tranquillità economica tutto sommato ancora oggi è per molti uno scambio equo. 

Peccato però che sia arrivata la crisi. 

E se, quando c’era grasso che colava e tutto andava bene, si poteva vivere tranquillamente in questo equilibrio, oggi che il grasso sembra diventato molto meno (in realtà è solo diversamente distribuito…) il vecchio equilibrio è saltato. 

Oscuro presagio o fantastica notizia?

Per me la crisi è stata un oscuro presagio diventato triste realtà per diversi anni. Qualcosa contro cui ho lottato a spada tratta ma inutilmente. 
Inutilmente finchè ho continuato a fare quello che avevo imparato e visto fare dai miei predecessori: “Tieni duro, sforzati di più, prima o poi passa anche questa crisi”. 
Inutilmente perché (il vecchio caro Einstein la sapeva lunga in merito), “non si può risolvere nessun problema sullo stesso piano su cui è stato creato”. 

Ma quando finalmente trovi il modo di aprire gli occhi, toglierti le fette di salame che ti sono rimaste appiccicate sopra da anni di modi di pensare obsoleti e datati, potresti accorgerti che la crisi è, invece, una fantastica notizia: è la tua prima, vera, grande opportunità, di sciogliere le catene e trovare il modo di essere ed esprimere il VERO TE stesso. 

Trovare le tue vere passioni, scovare il filone d’oro di un’attività che da sola origina un’illimitato flusso di motivazione dalla mattina quando ti alzi alla sera quando vai a letto stanco ma felice, questo è quello che la crisi – se sai prenderla dal verso giusto – ti permette di fare. 

Attenzione ai furbetti

Ora, la faccenda che si può guadagnare delle proprie passioni, da che è stata portata in auge in Italia per la prima volta da Italo Cillo, uno dei miei maestri di Internet marketing prematuramente scomparso da poco, era una vera e propria meravigliosa rivoluzione di pensiero, della quale gli sarò sempre grata. 

Come la maggior parte delle grandi rivoluzioni però, è stata oggetto di molti travisamenti e bersaglio del gioco poco pulito di chi punta a guadagnare sui sogni degli altri. 

Come spiego nel corso “Lavorare da Casa, svelare gli inganni e trovare le opportunità“, oggi più che mai bisogna fare grandissima attenzione a tutti quelli che nel web ti propongono soluzioni facili e veloci per far lavorare i soldi per te, liberare tempo da goderti facendo quello che più ami. 

Chi ancora ti vende la storia che devi “Imparare a far lavorare i soldi per te”, dicendoti che puoi diventare “investitore” in un corso di 3 giorni o con un videocorso online di 8 puntate… si sta solo facendo beffa dei tuoi sogni e dei tuoi desideri. 

La verità è molto diversa: la strada per fare delle tue passioni (che poi altro non sono che l’insieme ben armonizzato delle tue competenze, abilità e valori…) il tuo lavoro è facile da creare, una volta che sai come fare. Ma non esiste un metodo universale valido per tutti. E, soprattutto, ti chiede di metterti in gioco, attivamente, ti chiede di tirare fuori la forza per prendere la tua vita nelle tue mani e decidere di trasformarla in leggenda. 

Tutto questo non lo impari a scuola.

Per questo ho creato un corso per spiegarti tutto quello che avrebbero dovuto dirti – ma nemmeno loro sapevano! – sul come si affronta il mercato del lavoro nell’epoca dell’Industria 4.0 in cui siamo oggi.

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39 pensieri su “Quando proprio non sai cosa vuoi fare

  1. Io ero una di quelle persone. Quando ho dovuto scegliere cosa avrei voluto fare da grande, brancolavo nel buio. Ho scelto un percorso universitario che non amavo minimamente. Ringrazio ancora il cielo per avere incontrato il mondo della formazione. Ho fatto davvero chiarezza dentro di me ed ho capito quale fosse la mia strada. Non è sempre facile seguirla, ma è l’unica che mi fa battere il cuore. E quando vado a dormire la sera, sono stanca ma felice.

    1. È veramente importante sentire dentro di te ben chiaro il sogno della tua vita, quello
      Che ogni giorno ti fa muovere…è altrettanto importante sapere come realizzarlo sennò è facile cadere nella frustrazione e lasciarlo andare!!!Io ho fatto il corso One e grazie a tutte le cose che ho cambiato e tutte gli strumenti che ho imparato mi sento davvero sicura,sicura di arrivare a realizzare il mio grande sogno con la certezza che ho i mezzi per crearmi la vita che voglio e ci sto riuscendo alla grande!!

  2. Non vedo l’ora di fare il One! Sono sicura che dopo avrò tutti gli strumenti per avvicinarmi più velocemente alla persona che voglio essere.

    1. Imane… stai per fare il frontale con l’avventura più spaziale e spettacolare del mondo, complimenti! Ci vediamo lì 😉

  3. Scegliere ogni giorno di fare ciò che ci rende felici è il presupposto fondamentale per creare un mondo rinnovato, in cui lavorare per il proprio benessere rappresenta la normalità. Per questo penso sia davvero importantissimo scegliere con cura i propri percorsi e la propria professione, e per fare una scelta così importante è necessario conoscersi a fondo!! Purtroppo l’arte più importante, quella di ascoltare se stessi e capirsi, non la insegnano tra i banchi di scuola, ma approcciarsi al mondo della formazione con la voglia di sentire ardere il fuoco dentro attraverso le azioni di ogni giorno può fare tantissimo la differenza! Grazie YTG!

  4. Complementi, che bell’articolo e quanta vertía!!! Sono totalmente convinta di quello che dici. Anch’io amo la formazione e la crescita personale e dalla mia passione ne ho fatto il mio “lavoro”!
    Amo quello che faccio e auguro a chiunque di poter provare questa sensazione nella sua vita!

  5. È proprio vero. Io ho fatto il ONE e posso dire di sentire molto forte la mia “Mission”. Il che è ancora più bello che avere un mestiere e basta, perché qualunque cosa io scelga di fare nella mia vita, basta che vada nella direzione della mia Mission. In questo modo ho risolto il problema che avevo da anni: cosa fare della mia vita.

  6. Ciao. La parola crisi mi ha sempre fatto paura nel passato, soprattutto quando sono entrato nel mondo del lavoro. Da quando ho iniziato a formarmi ho capito! È la verità! La crisi è la migliore opportunità per esprimere tutto il potenziale che abbiamo. Grazie a quello che ho imparato nei vari corsi che ho fatto e soprattutto al corso One, dove ho trovato molti strumenti e tecniche necessarie, ho scelto che avrei cavalcato la crisi e non sarei stato una vittima di questa situazione. Quindi viva le sfide!! Viva la crisi!

    1. Grazie Filippo per la tua testimonianza e le tue parole. So che è sempre di aiuto a molti sapere che c’è chi con la parola crisi non solo ha fatto pace, ma addirittura amicizia… grazie!

  7. Ho fatto il corso Your One e fino ad ora non ho trovato modo migliore per capire,o meglio sentire forte dentro di me cosa voglio fare nella Vita!
    Al One più che la professione che voglio fare ho avuto l’opportunità di capire ciò che voglio donare alle persone e quindi qual è la mia Missione!
    Poi sta a me trovare il modo che preferisco per adempiere alla mia Missione sempre di più!

    1. Beh, trovare la propria Missione è ancora meglio che vincere al più ricco enalotto che mai possa esistere! Complimenti e buona vita!

  8. Dopo aver fatto il One ho capito davvero la mia mission… La sento pulsarmi nelle vene ogni giorno !
    Oggi davvero faccio quello che ho sempre sognato di fare !

  9. Esattamente!!! Il corso One mi ha permesso di decidere chi essere e cosa fare nella mia vita!! É troppo bello scoprire la propria Mission!!

  10. Io penso che se una persone vuole essere veramente felice nella propria vita dovrebbe inventarsi un lavoro, non cercarlo come fanno tutti, basandosi sulle proprie passoni e abilità.
    Senza arrendersi di fronte alle difficoltà, perché la felicità necessità di qualche sforzo, non tutti lo capiscono

  11. Mi ritengo sempre più fortunata per aver scelto un lavoro che prima di tutto è stata una passione per poi farla diventare un lavoro, con impegno e dedizione, non certamente studiando un libro teorico e basta, studiando sì ma soprattutto imparando sul campo!!

  12. Per sapere cosa fare bisogna capire chi vuoi essere, io ho capito questo, così come ho capito che la formazione fa la differenza e che la crisi è una grande opportunità. Questo è vero solo se hai la mente pronta per capirlo, altrimenti sarà solo un grande momento da dimenticare.

  13. È stato stupendo scoprire le mie potenzialità e capire chi volevo essere! Che è diverso da “”cosa voglio fare da grande””
    Da lì in poi è stato tutto in discesa! Ho cambiato Direzione, ho cambiato lavoro, ho cambiato città.. Tutto con una leggerezza inimmaginabile prima!

  14. Grazie al One io ho trovato la mia bussola.
    È proprio vero: quando sai dove sei e decidi dove vuoi andare non ci sono scuse, di certo alti e bassi e qualche montagna russa, ma se conosci la tua rotta e non sei disposto a scendere a compromessi, quando hai certi strumenti senti che PUOI.
    Grazie al One ho capito questo.

  15. Ho incontrato il mondo della formazione da grande quando, in teoria , avrei dovuto aver chiaro cosa fare … ero molto in crisi, una crisi mia dove tutti i “punti fermi” si erano appena scardinati. Al primo ONEero scettica, ma c’ero ed ho ascoltato . Piano piano tutto ciò tornava, nella mia vita di tutti i giorni e quando le vocine vengono da dentro non si può non ascoltarle!!!! Adesso, che di ONE ne ho fatti molti, ho un nuovo lavoro, sono serena e realizzata. È’ stato facile? Immediato? No, ma se davvero è la tua strada diventa tutto fattibile anche se scegli di ri-inventarti a 48 anni… Buona vita a tutti!!!!

  16. Non c’è dubbio. Togliere le fette di salame dagli occhi e pensare che dietro ad ogni difficoltà ci sia una grande opportunità sono davvero dei grandi alleati per raggiungere più rapidamente i tuoi sogni.

  17. Io al One ho imparato a gestire emozioni e pensieri molto meglio. E mi rendo conto che nel mondo di oggi imparare a gestire le emozioni quando sei in mezzo alle persone è necessario.

    Mi sono trovato a passare da essere la persona irritabile al pacere della famiglia. Non ci potevo credere… Sono grato perché dal primo corso di formazione ho iniziato a cambiare tanti piccoli dettagli che mi hanno permesso di trovare lavoro, crescere, pagarmi gli studi e molte altre cose che hanno migliorato la qualità della mia vita!

  18. Sapere qual è la tua strada ti dà un motivo per cui svegliarti la mattina, e soprattutto essere felice di svegliarti!!

  19. Io ho cominciato l’università proprio perché c’era la crisi e senza titolo di studio non vai da nessuna parte, poi la fanno tutti…insomma atteggiamento sbagliato e quindi risultati mediocri.
    Frequentando il one ho fatto chiarezza su cosa volessi fare nella mia vita, questo mi ha dato certamente più forza e permesso di avere un atteggiamento diverso non solo nello studio ma anche nelle mie occupazioni.
    Oltre che alle fette di salame ho tolto anche la salumeria 🙂
    Grazie dell’articolo e degli spunti

  20. in ogni riga che hai scritto si può leggere una cosa: “credo che tutti abbiano il diritto di essere e fare ciò che veramente sognano nella loro vita!”
    Bellissimo articolo!

  21. So cosa significa “non sapere cosa vuoi”. Anche per me c’è stato un momento simile nella mia vita. Ma poi mi sono ascoltata in modo onesto e ho coltivato il mio sogno! La miglior scelta della mia vita!

  22. La crisi è sempre un argomento delicato, molti ne hanno paura e usano questa scusa comune per giustificare i propri risultati.
    Per fortuna ho avuto la fortuna di incontrare il mondo della formazione quando avevo solo 16 anni e questo mi ha permesso di avere sempre molta facilità a collocarmi nel mondo del lavoro.
    Chi afferma:
    “O ti Formi o ti fermi”
    ha davvero ragione, la formazione è la soluzione a molte delle sfide che la vita ti pone.

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