Vorrei tanto cambiare lavoro ma… se solo sapessi cosa!

Quando, ormai parecchi anni fa, brancolavo nel buio dell’insoddisfazione del “sono-ingegnere-ma-volevo-fare-altro”, una delle cose che più mi creava frustrazione della mia condizione era il fatto che, se provavo a chiedermi “ok, ma cos’altro allora vorrei fare?“, non riuscivo a darmi risposta.

Mi sembrava assurdo non riuscire a trovare una risposta seria e sensata da dare a questa ormai tormentosa domanda. E, lo confesso, invidiavo pazzamente quelli (pochi in verità) fra i miei amici e colleghi ingegneri che erano davvero felici di fare l’ingegnere.

Non so che lavoro fareLa mia invidia, in effetti, non era solo per gli ingegneri, era in generale per chiunque nel mondo del lavoro sembrasse decisamente soddisfatto e convinto della scelta lavorativa, dunque anche di studi, che aveva fatto.

Però, col passare del tempo, mi sono accorta con un certo stupore che il gruppo dei “brutti anatroccoli” come me, era molto più grande del gruppo degli “anatroccoli ben riusciti”: man mano che mi muovevo nel mondo del lavoro, mi rendevo conto che le persone che stavano facendo un lavoro che amavano e che le realizzava pienamente erano rare! Molti di più invece erano quelli della filosofia “beh, qualcosa bisogna pur fare per portare a casa la pagnotta“.

Io però non mi rassegnavo. Trovavo quella mia condizione così frustrante che proprio non mi rassegnavo a credere alle voci di chi (saggiamente, secondo loro, follemente secondo me) mi consigliava di mettermela via perchè “E’ così che vanno le cose. Si cresce, si diventa grandi, i sogni bisogna metterli da parte e bisogna portare avanti la carretta”.

PORTARE AVANTI LA CARRETTA?! A 25, 28, 30, 35 anni? Ma anche ne avessi avuti 50 di anni non potevo pensare di rassegnarmi a “portare avanti la carretta”!

Certo, il mio lavoro da ingegnere aveva delle indubbie comodità. Per esempio il fatto che mi dava da mangiare. Anzi, non solo da mangiare, ma anche alimentava il mio portafoglio quanto bastava per continuare, praticamente ogni fine settimana finchè sono stata single, a fare corsi di formazione di ogni genere e tipo.

Corsi che, insieme alla mia cieca determinazione a trovare una soluzione al mio busillis, sono stati assolutamente decisivi per arrivare finalmente a trovare il bandolo della matassa e portarmi a vivere la vita che ora così pienamente mi soddisfa e mi realizza.

Fra i vari corsi che ho frequentato e libri che ho letto, ricordo con particolare amore uno fra i primi. Il libro è solo in inglese – come ahimè moltissimi dei libri decisivi che ho letto, sempre a riconferma del fatto che purtroppo noi del belpaese siamo sempre almeno mezzo secolo indietro – e si intitolava “I could do anything. If only I knew what it was” che, più o meno in italiano si traduce con “Potrei fare qualsiasi cosa, se solo sapessi cosa”.

L’ho adorato perchè, per la prima volta, mi ha fatto apparire che la mia condizione non era una strana coincidenza sfortunata ma una situazione condivisa da un numero sempre maggiore di persone.

Già prima dello scoppio della crisi del 2007 infatti quelle informazioni erano più che mai attuali. Ma dopo la crisi e, ancora di più, con il suo insistente e incessante continuare negli anni a dispetto delle speranze di tutti, quelle informazioni mi sono suonate a dir poco profetiche.

Ma di questo, e del cosa ti serve per riuscire a trovare un lavoro che ami e ti realizza anche (anzi soprattutto) in tempi di crisi come quelli in cui siamo, parleremo prossimamente.

Adesso volevo solo dirti che, se per caso anche tu sei nella situazione del “Vorrei fare qualcos’altro ma non so che cosa”, se pensi di essere anche tu vittima della nonsocosavogliodiversite, sei finalmente arrivato nel posto giusto dove recuperare il potente antidoto che ti darà risposte e nuovo entusiasmo! 

Come si fa, in pratica?

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9 pensieri su “Vorrei tanto cambiare lavoro ma… se solo sapessi cosa!

  1. Io credo che non sia mai né troppo tardi né troppo presto per iniziare ad essere la persona che vuoi essere, anche sul mondo del lavoro! Ci vole solo un po’ di voglia di sfidarsi e di non accontentarsi! Anche perché se ti accontenti oggi, domani lo rimpiangerai!

    1. Quant’è vero! Hai veramente ragione Eva. E non c’è nulla di peggio che avere rimpianti. Meglio fare errori e imparare dagli errori piuttosto che accontentarsi e dover rimpiangere di non aver provato. Grazie mille del tuo contributo!

  2. Più ti leggo Erica, più penso che tu sia una grande!
    Io ho sempre pensato, che non avrei mai potuto fare per tutta la vita una cosa che non amavo e che non mi appassionava e mi chiedevo come potessero essere felici le persone che lavoravano solo per lo stipendio. Mi sembrava una follia.
    È vero si può fare ciò che si ama, bisogna essere disposti…a fare qualcosa in più!

  3. Io ho passato un periodo della mia vita a non saper bene cosa fare. Non perché non mi piacesse veramente nulla ma, anzi, perché mi piacevano troppe cose. In questo caso penso che la situazione sia comunque la stesso del non saper cosa fare: “faccio più esperienze possibili finché qualcosa mi illumina.”

    Così è stato!!! Grazie formazione…!

  4. Anche a me è capitato anni fa di non sapere cosa fare.

    Poi dopo aver fatto un corso di formazione capii che la chiave era concentrarmi su di me.
    Più lavoravo su chi volevo essere più aumentava la sicurezza su quello che avrei voluto fare.

    Noi siamo la chiave.

    P.s erica, complimenti articolo molto bello

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