Nato per divertirmi, costretto a lavorare…

“Il posto dei sogni non è il cassetto”

Per me, questa è una delle frasi più belle, motivanti e condivise che da sempre girano sul web.
Non ho ancora capito chi l’abbia inventata, ma senza dubbio era un genio: in una sola frase è riuscito a condensare una delle cause più gigantesche di infelicità, insoddisfazione e mal di vivere che da sempre attanagliano la nostra società: il rinunciare ai propri sogni a favore di una vita “sicura, concreta e redditizia”.

Uno dei motivi che mi ha portata a fare il lavoro che faccio oggi, aiutare le persone a trovare il loro posto nel mondo del lavoro, (ri)qualificandosi in modo da trovare quella particolare situazione lavorativa che gli permette di dire “AMO IL MIO LAVORO”, è proprio la mia ferma convinzione che OGNUNO sul pianeta terra DOVREBBE VIVERE FACENDO CIO’ CHE AMA. 

Lavoro da casa, perciò mi alzo esattamente quando mi pare e piace, così il tempo della colazione finisce per essere praticamente equivalente a quello del pranzo 🙂

Però, una delle rare mattine in cui sono dovuta uscire di casa presto, mi sono fermata a fare colazione in un bar lungo la strada. E mentre sorseggiavo il mio cappuccino, ho visto questa targhetta alle spalle del barista:

Sogno nel cassetto

 

Ho guardato il barista dritto negli occhi e ho capito che quelle parole non erano scritte solo sulla sua targhetta, ma anche incise con il fuoco nella sua anima. Lo sguardo spento, l’aria di chi è in un posto ma vorrebbe essere tutto altrove, mi hanno riempita di tristezza.

Una tristezza vecchia per fortuna, la stessa tristezza che ho provato io per anni e di cui sono riuscita, ormai da tempo ma con tantissima fatica, a liberarmi.

Amo la formazione, vivo di formazione, lavoro nell’ambito della formazione, faccio consulenza per aziende di formazione di crescita personale ma ho scoperto sulla mia pelle che questo tipo di tristezza può andare via solo in un modo.

Le emozioni si possono cambiare. La maggior parte delle persone crede che le emozioni siano qualcosa che “capita”, un pò come capita che oggi ci sia il sole, domani il vento, dopo domani piove.

La realtà, invece è che le emozioni non “capitano”, ma sono la diretta conseguenza dei nostri pensieri. E, per la maggior parte delle emozioni depotenzianti che ognuno di noi vive quotidianamente, è assolutamente possibile imparare a cambiarle in tempo reale. 

“Avevo un sogno nel cassetto, ma…”

Fatta questa doverosa premessa, il punto ora è un altro: esistono alcune situazioni che sono come una specie di fornace continua e persistente di malessere nella tua vita. Sono situazioni che non si possono risolvere nel giro di qualche minuto e la maggior parte delle persone finisce perciò per credere che non si possano risolvere mai.

Una di queste situazioni è esattamente la questione “LAVORO”.
Non ti sto parlando della difficoltà di trovare lavoro nella crisi, anche se di questo e del come riuscire a superarla parleremo presto in questo sito. Parlo di una difficoltà ancora più grande e ostile: quella del TROVARE IL TUO POSTO NEL MONDO DEL LAVORO.

“Non è la stessa cosa?”, ti starai chiedendo.

No. Non è affatto la stessa cosa.

Trovare lavoro equivale a cercare di portare a casa la pagnotta.
Trovare il tuo posto nel mondo del lavoro significa invece arrivare a fare un lavoro che non ti sembra nemmeno un lavoro.

Come Steve Jobs, hai presente? Quando diceva ai giornalisti “Macchè stanco io! Non ho mai lavorato un solo minuto nella mia vita. Mi sono sempre e solo divertito a fare quello che amo fare!

Ecco, per come la intendo io “TROVARE IL TUO POSTO NEL MONDO DEL LAVORO” significa esattamente questo: alzarti la mattina con il fuoco dell’entusiasmo vivo e acceso, lanciarti (non trascinarti) ad iniziare la tua giornata, arrivare cantando al posto di lavoro e continuare con un senso di pienezza, autorealizzazione e soddisfazione fino ad arrivare a sera.

Che non significa che non ti stancherai… anzi! Non ho mai preso sonno tanto velocemente come da quando ho trovato il mio posto nel mondo del lavoro!
Se prima, quando non sapevo cosa volevo e vivevo una vita costruita sulle scelte inconsapevoli (a cui la nostra società normalmente ci abitua e di cui ci vorrebbe convincere come se fossero normali), non riuscivo a prendere sonno se non con grande fatica, oggi non faccio neanche in tempo ad appoggiare la testa nel cuscino che sono già bella che svolazzante nel magico mondo dei sogni!

QUESTO è il potere del senso di felicità, pienezza e realizzazione che ti darà il trovare il tuo posto nel mondo del lavoro.

Una sensazione unica, che ogni essere umano su questa terra dovrebbe provare e che, invece ahimè sembra essere solo cosa per pochi.
Così pochi che poi, la maggioranza, “i tanti” finiscono per convincersi (e convincerti) che i SOGNI sono SOLO SOGNI, che “con i sogni non ci mangi mica”, che ad un certo punto devi diventare grande, sistemarti e mettere la testa a posto.
sogno nel cassettoPeccato che, il “posto” in cui la società vorrebbe tu mettessi la testa è in realtà una pericolosissima ghigliottina!
Nella migliore delle ipotesi di porterà a vivere una vita di stress e sforzo. Nella peggiore delle ipotesi ti porterà ad abdicare al tuo sogno.

Ma tutto questo, oltre che essere pura follia è immensa ignoranza. Ignoranza di come vanno le cose davvero, oggi, nel mondo del lavoro.

“Mettere la testa a posto” poteva avere un senso venti, trenta, cinquanta anni fa, al massimo. In una società che, dopo la guerra, aveva bisogno di tutto, aveva tutto da ricostruire, il lavoro non si doveva cercare con particolari sforzi. Bastava non essere proprio una testa matta, metterci buona volontà e olio di gomito e il posto di lavoro era presto fatto.

Poi ti sposavi, facevi figli, aspettavi tutto sommato serenamente la vecchiaia, sperando di beffare la malattia per abbastanza tempo da veder nascere i nipoti.

Era tutto estremamente semplice e lineare.

Oggi, di questa bella e rassicurante linearità è rimasto solo un ricordo, sempre più sbiadito dalla crisi.

Non sono uno di quei populisti venditori di fumo che dicono “la crisi non esiste, è solo nella tua testa”. Sono però una persona che, esattamente come te e come milioni di altre persone in Italia, si è ritrovata a fare all’improvviso i conti con una situazione economica cambiata quasi dall’oggi al domani.

E di batoste nel fare questi conti ne ho prese tantissime.
Banner Video CorsoPerò non ho mai mollato e, nel mentre cercavo di restare a galla lavorativamente, non mi sono mai rassegnata a credere che sarei affondata.
Questo elemento – il non cedere mai del tutto a credere che sarei potuta affondare – mi ha permesso di continuare a provare e riprovare a mescolare gli ingredienti a mia disposizione per trovare una ricetta che mi permettesse, non solo di restare a galla nel mondo del lavoro oggi, ma di arrivare a navigarci con un buon grado di soddisfazione e tranquillità, a prescindere da quanto in burrasca è il mare in cui mi trovo.

Questo sito è dedicato esattamente a questo, condividere queste conoscenze, esperienze ed errori. Alcuni di questi, tutti quelli che ho fatto quando ho cercato di trovare soluzioni alla mia situazione lavorativa nel web, li ho riassunti nel video corso “Lavorare da Casa” realizzato con PiùChePuoi.it, portale di riferimento per la crescita personale in Italia.

Se sei a rischio di pensare “beh, nel frattempo cerco di guadagnare qualcosa da casa“, ti consiglio con il cuore di guardarti questo corso: ti eviterà di cadere nella miriade di truffe del web e ti risparmierà centinaia se non migliaia di euro fumati (per non parlare dello stress e della frustrazione!).

Per tutto il resto, cioè per

  • come imparare a trovare il tuo sogno,
  • come costruire e presentare la tua professionalità nel mondo del lavoro in modo che sia praticamente impossibile per un’azienda dirti di no e ancora più impensabile licenziarti, anche in tempi di crisi,
  • come evitare gli errori-trappola più comuni che la società ti vende come utili consigli (dal grande killer “Curriculum” al più grande killer del “Software-P.I.R.L.A.” che purtroppo a tua insaputa ti hanno installato fin dalla più tenera età…)
  • come costruire il tuo piano B saggiamente, senza mettere a repentaglio la tua attuale situazione economica, personale e familiare, nè cadere nelle pericolose promesse dei “guru” della libertà finanziaria…
  • …e molto altro ancora

continua a seguirmi. Un passo dopo l’altro ti svelerò tutti i segreti da seguire e tutti gli inganni e i tranelli per arrivare anche tu a TROVARE IL TUO POSTO NEL MONDO DEL LAVORO, vivere una qualità di vita all’altezza dei tuoi sogni e liberarti dall’ansia dei soldi.

Alla prossima!
Erica Zuanon

PS: Clicca QUI o nell’immagine qui sotto, se vuoi anche tu passare 30 Giorni insieme via mail per scoprire tutto quello che hai bisogno di sapere per trovare il tuo posto nel mondo del lavoro e smettere di soffrire.

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8 pensieri su “Nato per divertirmi, costretto a lavorare…

  1. Fantastico! Quello che diró a mio figlio, nel momento delle sue più importanti decisioni, come la decisione del proprio lavoro sarà: ” figlio mio segui quello he gli fa battere il cuore e non quello che gli fa meno paura. Poi sarà lui ad agire!

  2. Ho letto che da piccoli sappiamo cosa vorremo essere e fare perché crediamo fortemente nei sogni, poi crescendo ce ne dimentichiamo e ci arrendiamo alla “normalità”!
    Questo articolo mi ha tanto motivato e fatto riflettere! Son felice che ci sono persone che credono nei sogni e che hanno il coraggio di realizzarli!!!

  3. Io credo fortemente che ognuno debba fare ciò che gli piace nella vita. Un “lavoro”, se vogliamo chiamarlo così, che faresti anche gratis. Ecco, se tutti facessimo in questo modo vivremmo tutti una vita felice (non dico più facile o più difficile, ma più felice).

  4. Sono completamente d’accordo sul fare ciò che si ama!! Non è sempre facile questo è vero, ma le scelte migliori sono quelle che ti fanno battere il cuore!!

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